Caving, Climbing and Canyoning Sport Exploration
ASSOCIAZIONE CULTURALE ESPLORAZIONI GEOGRAFICHE
Nel novembre 1999 nasce a Brescia ODISSEA NATURAVVENTURA, la prima ed unica associazione italiana a carattere culturale e tecnico ad occuparsi insieme di speleologia alpinismo e torrentismo, nel tentativo proprio di rileggerle come attivita' ricreative e di ricerca al tempo stesso: viaggi dentro e fuori le montagne dove l'espediente avventura è spesso l'unico mezzo per entrare nell'intimità di particolari contesti geografici.

Grotte, pareti, profonde gole mai prima d'ora tanto ravvicinate, pensandole come fittamente compenetrate in un unico particolarissimo contesto: la Grande Montagna. Oggi, nell'effimera dimensione mediatica della pubblicità all'impossibile, al "no limits" degli eroi da carta patinata e tv, ODISSEA NATURAVVENTURA propone invece un'avventura a misura d'uomo nel pieno rispetto dell'ambiente.

Nessun eroismo, quindi: l'impresa diviene solo un momento tecnico, sempre credibilmente impegnativo, di un'umanissima esperienza. L'obiettivo principale quindi l'esplorazione intesa come attività di ricerca e quindi documentazione: poco importa se fuori o dentro le montagne. Il fine è conoscere per far conoscere, conoscere sopratutto per rispettare e per far rispettare.


PERCHE' GROTTE, PARETI E CANYON?
Un attività multidisciplinare, quella di Odissea Naturavventura, di grande spessore tecnico attraverso dimensioni sportive, scientifiche e psicologiche apparentemente cosi distanti. Un massimo comune denominatore però: l'esplorazione.

Esplorazione fisica di luoghi remoti come le grotte, scavate nel tempo dall'acqua e articolate anche per chilometri nei labirinti a tre dimensioni dei sistemi carsici. Nel buio si articolano prosecuzioni spesso ai limiti della percorribilità tra pozzi, meandri e gallerie da rilevare topograficamente in maniera scrupulosa. Dai buchetti più modesti dietro casa agli abissi sparsi per il mondo, dalla profondità e dallo sviluppo record.

Una quantità impressionante di osservazioni, di dati scientifici e di immagini: documenti preziosissimi perchè unici e altrimenti irrealizzabili: non e' difficile comprendere che, nel caso appunto della speleologia, l'esplorazione corrisponda ad un attività geografica a tutti gli effetti. Calarsi nel vuoto dei pozzi, percorrere stretti meandri alpini nel fango gelido o grandiose gallerie nell'afa tropicale, illuminare per primi colossali sale concrezionate, seguire torrenti tra laghi e cascate fino ad affacciarsi su tetri sifoni allagati: nel nostro tempo niente meglio delle grotte rappresenta il concetto di inesplorato, di irraggiungibile anche dalla piu sofisticata tecnologia.

Una simile dimensione è riservata alle gole, ai canyon se vogliamo essere piu internazionali. Intagli profondissimi incisi sui fianchi dei massicci come delle cavità a cielo aperto imperscrutabili dall'esterno. Per conoscerli non v'è altra soluzione che seguire, muta indosso, il corso dei torrenti che le percorrono, calandosi con le corde dalle cascate più alte, tuffandosi e scivolando nelle pozze più profonde. Lungo le forre si scoprono angoli di natura incantevoli e selvaggi.

La sensazione di essere i primi ad attraversare dei luoghi inesplorati è paragonabile a quella provata sottoterra con l'aggiunta di un adrenalinico divertimento. Grazie alla progressione che offre, estremamente ludica e remunerativa, il torrentismo in certe località è oggi un fenomeno di massa al punto da essere sfruttato commercialmente come attività professionale da guide specializzate soprattutto nel periodo estivo. E' chiaro che, al di là della moda, ben differente resta l'esplorazione di valli inaccessibili o addirittura l'esplorazione di aree, quelle tropicali ad esempio, possbile solo attraverso la discesa dei corsi d'acqua non navigabili stretti tra pareti di roccia.

Anche l'alpinismo, così appesantito dalla connotazione delle imprese al limite della fatica tra le vette himalayane o estremizzato nelle molteplici specializzazioni dell'arrampicata del XII grado, sopravvive una grande opportunità esplorativa. Non passa certo dai microappigli di resina o dal ghiaccio "secco" delle competizioni ma dalla ricerca di mete fuori dai circuiti classici dell'arrampicata. Basti pensare che nel terzo millennio esistono ancora vette inviolate, addirittura vallate mai attraversate. Pareti di sublime eleganza nei massicci dietro casa come sulle isole più lontane che aspettano l'artista capace di tratteggiarle.